Bitonto Blues Festival: un espresso con Beppe Granieri

26 maggio 2021

Siamo giunti alla terza tappa del nostro viaggio alla scoperta della black music italiana. Oggi ci addentriamo nei meandri del Bitonto Blues Festival.

> Gabriele Sinatra


Lettori e lettrici di JazzEspresso, vi dò il benvenuto al terzo episodio di #bluemamavibes. Oggi siamo in compagnia di Beppe Granieri per un’intervista alla scoperta del Bitonto Blues Festival.

Ciao Beppe, grazie per aver accettato il nostro invito. Prima di cominciare, parlaci un po’ di te.
Ciao Gabriele, prima di tutto grazie per l’invito. Nella vita ho fatto tante cose, sono laureato in Giurisprudenza, ho fatto il grafico e il consulente pubblicitario, ho organizzato e curato la direzione artistica di festival e manifestazioni culturali e, dulcis in fundo, porto avanti la mia passione per la musica, in particolar modo per il canto. Le performance dal vivo hanno sempre fatto (e fanno tutt’oggi parte) della mia vita professionale.

Qual è il tuo rapporto con il Blues?
Nel 1977, quando avevo nove anni, incominciai a conoscere la musica d’oltre oceano, quella dei bianchi e dei neri d’America. Prima di allora avevo già ascoltato e collezionato dischi di cantanti di musica leggera italiana. Da lì in poi però la mia collezione musicale si allargò con decine di dischi di Elvis Presley, Frank Sinatra, B.B. King, Eric Clapton, Ray Charles, Joe Cocker, The Eagles ecc.

Era il periodo di Happy Days, Grease, Gioventù Bruciata, American Graffiti… Il sogno americano stava cominciando a sconvolgermi la vita: ricordo che iniziai a vestirmi come i teenager americani ribelli! La mia musica preferita, ormai si è capito, diventò il rock ’n’ roll, il blues, il country, ma non ho mai rinnegato la musica leggera italiana.

Come nasce il Bitonto Blues Festival?
Nel 2013 guardai il film “Cadillac Records” in compagnia di alcuni amici musicisti e fu amore a prima vista. Ad aprile dello stesso anno, quasi per gioco, scrissi su Facebook di voler organizzare un festival blues nella mia città, Bitonto, che già da tempo ospitava festival famosi come il “Beat Onto Jazz”. I feedback su questo post furono incredibilmente positivi quindi parlai con l’assessore alla cultura e ai festival esponendogli il progetto e ottenendo subito il beneplacito dell’amministrazione comunale.



Con il BBF abbiamo creato un format di edizioni estive ed invernali (in teatro) con tre concerti gratuiti al giorno, per almeno tre giorni all’anno, a volte anche sei, e abbiamo chiamato a suonare decine di artisti e band italiane che fanno praticamente a gara per parteciparvi!

Mi sembra di capire che al BBF ci siano molte opportunità per gli artisti emergenti.
Certamente. Mi occupo in prima persona della direzione artistica, e ho sempre preferito inserire ed avvantaggiare giovani artisti italiani ai blasonati super ospiti internazionali, non solo per un discorso di budget, quanto di fiducia e rispetto nei confronti di chi ha scelto di dedicare la propria vita all’arte, alla musica, in particolare al blues. Ho sempre dichiarato di aver scoperto, con il blues, un mondo nuovo e diverso da quello reale.

I musicisti e i grandi appassionati di blues sono parte di una grande famiglia, fatta di persone semplici, umili, rispettose ed altruiste. Tantissimi i nomi delle celebrità e degli esordienti che hanno calcato il nostro palco, oltre 70 band in sole sette edizioni, con una chicca tutta al femminile nel 2019: la “Pink Edition”.
Detto questo, il Bitonto Blues Festival ha avuto anche connotazioni internazionali, ospitando artisti francesi, svedesi, sudamericani e statunitensi, alcuni dei quali si sono esibiti suonando e cantando accompagnati da grandi nomi del mondo blues nostrano

C’è interazione tra il festival e le altre realtà territoriali? Se sì, in che misura?
Già dalla prima edizione del 2013 il Bitonto Blues Festival, oltre a ricevere patrocini da Enti territoriali quali Regione Puglia, Città Metropolitana di Bari, Camera di Commercio di Bari e Comune di Bitonto, ha da subito stretto partnership con realtà del settore di importanza nazionale. Penso a Blues Made in Italy di Cerea (VR), South Italy Blues Connection di Matera, la prestigiosa rivista Il Blues e l’agenzia di promozione artistica AZ Blues di Milano. Attraverso queste partnership abbiamo ampliato molto la nostra visibilità, ottenendo da subito gratificazioni e riconoscimenti per la qualità organizzativa ed imprenditoriale del festival.

Un dato importante è che generalmente registriamo circa mille partecipanti al giorno per i nostri eventi, il che non può far altro che giovare all’economia della città. Durante i giorni del festival, moltissime strutture ricettive e di ristorazione registrano il tutto esaurito e la nostra organizzazione ama coccolare artisti ed ospiti coinvolgendoli in escursioni nel borgo antico, tra palazzi, chiese, forni a pietra secolari, per poi chiudere la nottata post concerto, in compagnia di artisti, tecnici e staff, intorno ad una tavola imbandita di prelibatezze e piatti tipici.

Intorno al Bitonto Blues Festival si sviluppa un grande indotto economico con ricaduta occupazionale sul territorio. Durante i giorni del festival, infatti, lo staff organizzativo si allarga ad oltre dieci elementi, ognuno con un compito diverso. Da considerare anche i tecnici audio luci e i facchini, assunti giornalmente dalle imprese a cui vengono commissionati i lavori e la logistica. In ugual modo si pensa al personale assunto anche a progetto per le attività ricettive e di ristorazione.

L’arte, la musica e la cultura in generale portano sempre benefici sul territorio e all’umanità. Per questo credo e punta molto nell’affermazione del brand, nell’educazione del pubblico e nella continua presenza nel tempo. Ma tutto questo può esistere solo se c’è partenariato tra pubblico e privato. Il Bitonto Blues Festival è infatti cofinanziato dal Comune di Bitonto ed è tra i più validi progetti all’interno della “Rete dei Festival” della Città di Bitonto.

Infine, tengo a sottolineare che il BBF presta particolare attenzione anche agli aspetti legati alla sostenibilità ambientale e alla economia circolare. Pensiamo sempre all’impatto acustico e all’utilizzo di materiale riciclabile per la somministrazione di cibi e bevande, da parte delle attività commerciali che circondano l’area eventi, rivalorizzando economicamente i materiali che residuano dal processo produttivo.

Come vi siete organizzati tra pandemia e false ripartenze?
Dopo aver annunciato la sospensione dell’edizione 2020, abbiamo lanciato il format online “Bitonto Blues Festival 2020 – Pandemusic Edition”: un palco virtuale per portare il blues nelle case di tutti. In ogni puntata, abbiamo ospitato otto artisti in collegamento video, introdotti dallo storico presentatore della kermesse, Pierluigi Morizio. Tra le esibizioni, numerosi collegamenti esterni con alcune delle voci più autorevoli del blues e personalità importanti del panorama artistico, culturale e sociale italiano.

Dopo il successo di “Pandemusic” a fine novembre 2020 abbiamo lanciato il format “DPCM”, acronimo che ricorda le restrizioni ministeriali ma che sta per “Diabolica Passione Chiamata Musica”, un programma ricco con l’intento di volgere uno sguardo al panorama musicale non solo blues ma di più ampio respiro, con artisti di musica leggera, indie, pop, rock e jazz.

Abbiamo coinvolto musicisti professionisti, organizzatori di eventi, critici musicali dall’Italia e dal mondo, esponenti della cultura, dell’informazione, della discografia e dell’impresa, con i quali si è discusso con lo scopo di lanciare un segnale di ripresa attraverso le eccellenze nazionali.


Ci sono buone nuove per l’edizione 2021? Riuscirete a tornare agli eventi dal vivo?
La gente ha bisogno di gioire e rivivere emozioni che solo la musica e lo spettacolo sanno dare e nuove direttive fanno presagire un ritorno alla musica all’aperto, ai grandi eventi, seppure con diverse prescrizioni e restrizioni, utili per evitare contagi e nuove chiusure.

In quest’ottica, ci stiamo muovendo in sinergia con l’Amministrazione Comunale ed altri undici direttori artistici, stanno lavorando per il progetto “Bitonto Città dei Festival”, che quest’anno sarà programmato come un unico grande evento delocalizzato e decentrato. Tutti i festival bitontini, in un unico grande progetto di rete. Dal 20 agosto al 5 settembre, la città di Bitonto si vestirà di musica, arte, teatro, letteratura e poesia.
Il Covid ci restituisce la necessità di vivere in spazi più ampi, a contatto con la natura ed evitando eventi contrari ad un minimo distanziamento fisico. Per questo si è deciso di evitare piazze del centro antico e distribuire gli eventi in luoghi periferici e di grande importanza storico paesaggistica, capaci di accogliere “in sicurezza” il pubblico appassionato.

Ovviamente, tutto sarà organizzato e realizzato in maniera più sobria rispetto alle scorse edizioni, a partire dal numero delle presenze di spettatori, sino al cofinanziamento pubblico e privato (sponsor), impossibilitati in questo periodo ad affrontare impegni economici di grande importanza. Insomma, un vero e proprio “festival della rinascita”, che dia il giusto supporto alle attività culturali, da troppo tempo sofferenti.

A breve  tutte le info riguardanti l’ottava edizione del Bitonto Blues festival saranno disponibili sul sito web ufficiale: https://www.bitontobluesfestival.it

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