Mains: un espresso con Julian Pollack e J3PO

28 dicembre 2021

In occasione della pubblicazione di Mains, il nuovo album del progetto J3PO, abbiamo intervistato il suo creatore, il pianista, tastierista, compositore e produttore americano Julian Pollack

> Ivano Rossato


Nell’atto creativo, cosa nasce prima dentro di te? Ritmo, timbro, armonia, melodia,…?
Potrebbe essere una qualsiasi di queste cose. Con il mio ultimo progetto Mains e il precedente album Small Plates, sia un beat, una progressione armonica o un timbro avrebbero ispirato la composizione. In realtà sto facendo dei passi ultimamente per provare a fare il contrario iniziando prima con la melodia. Per molto tempo ho sempre composto prima con la melodia. Penso che questo sia il modo in cui a molte persone viene insegnato a scrivere, specialmente nel jazz e negli stili popolari. Ma può essere altrettanto interessante avvicinarsi alla composizione da una pura prospettiva ritmica o timbrica. 
 

Tutte le composizioni su Mains sono nate nel mio studio, durante il lockdown causato dalla pandemia. La maggior parte delle composizioni provenivano da piccoli germi di idee che avevo in giro sul mio computer o ritmi creati sul momento. 

 
Come cambia il tuo approccio compositivo tra una produzione “elettronica” e una più “acustica” come il piano trio?
Quando mi occupavo principalmente della “cosa acustica” (a cui in realtà sto tornando ultimamente) era abbastanza diverso perché tutto nasceva dallo stare seduti al pianoforte. Qualsiasi composizione originale sarebbe nata da carta e penna. Con la produzione elettronica è abbastanza diverso perché stai effettivamente sviluppando i materiali sonori che l’ascoltatore sentirà nel prodotto finale. Stai creando e realizzando i materiali, proprio come un artista visivo, da esporre in una galleria. Nel nostro caso, quella galleria è il tuo lettore audio o dispositivo di streaming. Non vedo l’ora di provare a fondere questi due approcci alla composizione musicale nei prossimi anni. 
 
In un album come Mains si percepisce la modernità ma allo stesso tempo si sentono le radici nella tradizione. Quali sono le tue principali fonti di ispirazione stilistica?
Apprezzo che tu senta un po’ di “tradizione” in Mains. Mi identifico ancora oggi con l’essere un “pianista jazz”, anche se quello che sto facendo si potrebbe dire che non sia affatto jazz. Amo il Bebop. Amo la sua disciplina e la pratico. Prendo ispirazione dai grandi del passato come Herbie Hancock fino a quelli di oggi come Brad Mehldau. Apprezzo ciò che Robert Glasper ha fatto per la musica. E sono entusiasta di ciò che stanno creando i miei colleghi, produttori/strumentisti come Anomalie, Kiefer, Rob Araujo, Lil BadSnacks, MXXWLL, solo per citarne alcuni.
 
 
Che impatto ha avuto (e ha tuttora…) la crisi pandemica sul tuo modo di vivere la musica, da un punto di vista professionale e creativo?
La crisi pandemica mi ha permesso di fare quello che ho sempre voluto fare: giorni interminabili in studio. Pensavo che andare in tour fosse una seccatura. Ora, dopo essere stato costretto a rimanere chiuso in studio per oltre un anno, apprezzo più che mai le esibizioni dal vivo. Ho davvero capito che è tutta una questione di equilibrio. Esercitarsi, scrivere, creare, produrre, esibirsi. Questo per me crea una vita artistica equilibrata. 
 
Può sembrare una domanda da “addetti ai lavori”, ma cosa ha significato per te collaborare con un colosso come Nord Keyboards per realizzare un Signature Sound Bank?
Mi sento molto fortunato ad avere solide relazioni con tutti i costruttori di cui utilizzo gli strumenti. Sono molto vicino a Nord Keyboards e Sequential, e sento che questi produttori di strumenti sono parte del processo – Dave Smith, Tom Oberheim, Hans Nordelius – sono anche artisti, insieme a tutti noi musicisti. È stato anche entusiasmante avere “l’anteprima dall’interno” di ciò che sta per uscire con questi produttori di tastiere e sintetizzatori, e mi sono divertito a creare i miei banchi di suoni personalizzati e i preset di fabbrica per molte delle tastiere che sono uscite sul mercato. 
 
Quali sono i prossimi passi per il 2022?
Nella primavera del 2022 verrò in Europa per il mio tour europeo di debutto con il mio trio. Suoneremo selezioni dai miei album e alcuni standard. Non vedo l’ora! Ci sono anche alcune cose eccitanti dietro le quinte che stanno accadendo che non posso ancora svelare… ma non vedo l’ora di farlo! Il 2022 sarà un anno divertente ed emozionante. 
 
 
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