Jazz voice: un espresso con Laura Avanzolini

4 agosto, 2021

Abbiamo intervistato Laura Avanzolini, cantante che affianca la sua attività didattica con quelle artistica, espressa con naturalezza in diverse formazioni con cui ha registrato negli anni Skylark (Zone di Musica, 2013), Quando Mi Innamoro In Samba (Egea, 2013), I’m All Smiles (Dodicilune, 2016), Songs (Alfa Music, 2017) e una riuscita rilettura delle composizioni di Burt Bacharach con Laura Avanzolini Sings Bacharach (Dodicilune, 2019).

> Ivano Rossato 


Cosa ti affascina dello “strumento voce”?
Nel racconto “Un re in ascolto” Italo Calvino scriveva: «Una voce significa questo: c’è una persona viva, gola, torace, sentimenti, che spinge nell’aria questa voce diversa da tutte le altre voci.» Spesso cito questa frase nei primi incontri con gli allievi per ricordare a loro, ma soprattutto a me stessa, che la straordinarietà della voce sta proprio nella sua unicità; la voce è una sorta di cappotto invisibile che indossiamo sempre e comunque e che varia con le stagioni del cuore e della mente.
 
 
Prima della tecnica vocale hai studiato pianoforte e chitarra, cosa pensi di aver “portato” nel canto dall’esperienza di quei due importanti strumenti?
Da bambina cantare era una pratica molto naturale e di natura familiare, qualcosa che facevamo senza pensarci troppo e senza sforzi. Quando ho iniziato a studiare pianoforte avevo cinque anni e non esistevano lezioni di canto per quella fascia d’età, il canto è diventato di moda negli ultimi vent’anni per ragioni legate al mondo dello spettacolo e dei talent show. Negli anni ’90 si studiava canto solo dopo aver compiuto la muta della voce e quasi sempre si trattava di canto lirico. Lo studio del pianoforte e della chitarra mi ha innanzitutto trasmesso contenuti musicali di base che hanno fatto la differenza quando ho deciso di diventare una musicista, ho acquisito competenze sulle quali non sono più dovuta tornare anche una volta intrapreso lo studio del jazz. A distanza di molti anni ho potuto far luce anche sul rapporto tra talento e rigore, predisposizione e determinazione, poli tra i quali si fluttua costantemente cercando di trovare la chiave di lettura più congeniale ed efficace.
Come cambia il tuo approccio nell’interpretazione di brani originali, di standard della tradizione o di riletture come quelle dei brani di Burt Bacharach?
Affronto i brani con rigore rispetto al concetto di “originale” e al pensiero dell’autore/compositore informandomi il più possibile, parallelamente cerco quello che non c’è a livello di interpretazione dei testi (ove presenti) scavando un po’ nella mia sensibilità, anche a costo di forzare ed esagerare pur di scoprire approcci nuovi al suono. In questo momento sto facendo un lavoro di approfondimento della mia “tavolozza di suoni”, da un lato desidero arricchire i miei colori e dall’altro individuare quelli per me più naturali – non è detto infatti che le due cose coincidano – . Credo che alla fine debba vincere una narrazione sonora indipendentemente dal contenuto musicale specifico.
 
 
Dal duo, al trio alla grande orchestra… esiste una dimensione che senti particolarmente congeniale?
Sono gemelli ascendente gemelli, dunque le decisioni vengono sempre prese in quattro!… Ironia a parte, risponderò con un concetto preso in prestito dal mondo del cinema: cantare in organici diversi è un po’ come lavorare, se fossi un’attrice, con cast e registi diversi. Da un lato scopri qualcosa di nuovo di te stessa e della tua voce proprio grazie ai differenti approcci messi in campo, dall’altro imprimi sempre la tua cifra stilistica ed espressiva al personaggio. Detto più concretamente, nella dimensione del duo si è molto più liberi, condizione questa che mi stimola ma che ho imparato ad apprezzare nel tempo; bisogna imparare a godersi i momenti di massima apertura, in cui nessuno sa veramente quello che sta per succedere. In trio i contrasti sonori aumentano mentre si costruisce l’energia del gruppo; dal quartetto al settetto fino alla big band i ruoli tendono ad essere più definiti ed è formativo, oltre che appagante, sperimentarli.
 
 
Sei anche didatta: se dovessi distillare un’unica lezione da trasmettere a un/una giovane musicista quale sarebbe?
I giovani musicisti oggi vivono tempi molto frenetici in cui il tempo dello studio si fonde con quello del professionismo anche grazie all’avvento delle tecnologie e dei social media. Tutto questo rappresenta per certi versi un valore e una ricchezza, ma mi convinco sempre di più che sia necessario guardare al passato per capire veramente il presente. Viviamo poi in un’epoca molto competitiva che mi destabilizza prima di tutto come madre oltre che come insegnante e musicista, credo che la determinazione e il raggiungimento di obiettivi vada stemperato con una sana dose di “otium” latino, un tempo vuoto in cui gustarsi altre attività o interessarsi ad altri campi del sapere, per quanto mi riguarda una linfa vitale imprescindibile e fonte di ispirazione per il percorso artistico.
 
Quale sarà il prossimo progetto che vedrà le stampe… o il palco?
Sto lavorando ad un disco di standard e brani originali accomunati da uno stesso tema, il “sogno”. Vorrei dare una lettura personale della dimensione onirica e delle sue possibili declinazioni attraverso le composizioni scelte. Mi sono messa in gioco con la scrittura di testi originali e con la commistione tra i repertori, è un’operazione di confine e ci sto ancora lavorando.
 
Jazz voice: un espresso con Laura Avanzolini copyright Jazzespresso 2021.
Reservados todos los derechos – All rights reserved – 版權所有 – 版权所有 - Tutti i diritti sono riservati
ABOUT US / 關於我們 / 关于我们 / NOSOTROS / CHI SIAMO
[Sottoscrivi
la Newsletter di JazzEspresso se vuoi rimanere sempre informato!]
Info: info@jazzespresso.com
Advertising / 廣告 / 广告 / Publicidad / Pubblicità: adv@jazzespresso.com.
 
Jazzespresso es una revista, un sitio web, una red, un centro, que conecta todas las almas del jazz de todo el mundo. América, Europa, Asia, Australia y África: noticias de todo el mundo en una página en cuatro idiomas. Un punto de referencia multicultural en inglés, chino y castellano para los amantes de esta música en todos los países. Para el aficionado o el profesional que quiere mantenerse informado sobre lo que está ocurriendo en todo el mundo. Manténganse informados!
Jazzespresso is a magazine, a website, a network, a hub, connecting all the souls of jazz all over the world. Americas, Europe, Asia, Australia and Africa: news from all over the world on a page in four languages. A multicultural reference point in English, Chinese and Spanish language for the lovers of this music in every country. For the amateur or the pro who wants to be updated about what is happening all around the world... Stay tuned.
Jazzespresso 不只是一個爵士樂雜誌,也是一個能將擁有各種不同精髓的世界爵士樂,包括美洲、歐洲、亞洲、澳洲及非洲各地,互相連結起來的網站及交流站。以中文及英文寫成的內容將是一個新的多元文化交流的參考點,為各地的爵士音樂愛好者提供來自全世界最新的消息。請持續關注!
JazzEspresso 不只是一个爵士乐杂誌,也是一个能将拥有各种不同精髓的世界爵士乐,包括美洲、欧洲、亚洲、澳洲及非洲各地,互相连结起来的网站及交流站。以中文及英文写成的内容将是一个新的多元文化交流的参考点,为各地的爵士音乐爱好者提供来自全世界最新的消息。请持续关注!
Jazzespresso è una rivista, un sito web, una rete che connette le anime del jazz di tutto il mondo. America, Europa, Asia, Australia e Africa: notizie da tutto l'orbe terracqueo in una pagina tradotta in cinque lingue. Un punto di riferimento multiculturale in inglese, cinese, spagnolo e italiano per gli amanti di questa musica in tutti i paesi del mondo. Per gli amatori o i professionisti che vogliono essere aggiornati su quello che sta succedendo in tutto il pianeta... rimani sintonizzato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close