Pulled By Magnets: un espresso con Seb Rochford

Image Credits: Rose Golden Doorways © Pulled By Magnets

1 dicembre, 2020

Pulled By Magnets è il nome del nuovo intrigante trio fondato dal batterista Seb Rochford, noto per progetti come Sons of Kemet, Polar Bear, Acoustic Ladyland e per aver suonato al fianco di artisti come Pete Doherty, David Byrne e Brian Eno.

> Ivano Rossato 


Come sono nate le canzoni di “Rose Golden Doorways”?
They initially came about because I couldn’t find any music that seemed to fit my feeling so decided to make my own, after I wrote the music though, I found the music I was looking for, which was bands like Solar Temple and Shezmu. Inizialmente sono nati perché non riuscivo a trovare alcuna musica che sembrasse adattarsi ai miei sentimenti, così ho deciso di realizzarne una mia, qualcosa che richiamava band come Solar Temple e Shezmu.
 

La creatività è collegata alla vita e alla spiritualità, è in continua evoluzione e permettere a te stesso di cambiare è una parte di tutto ciò.

 
Quale processo compositivo hai seguito?
Immagino sempre la musica e l’album internamente ancora prima di scrivere o registrare qualsiasi cosa, ne percepisco la forma. Questo album parla della creazione e dell’energia che ci rende ciò che siamo, quindi ho passato molto tempo a immaginare come avrei potuto esprimere questo concetti con la  musica e, allo stesso tempo, sfidare e mettere in discussione la mia percezione dell’energia con cui suono. Ho letto molti testi religiosi antichi e sono anche tornato in India per ricollegarmi a quell’aspetto delle mie radici. Sa hai genitori misti [come me], spesso ti viene detto cosa sei e cosa non sei, quindi tornare indietro e incontrare i miei parenti è stato per me un modo per definire e potenziare me stesso, una via più profonda per capire quella parte di me. Durante il viaggio, inoltre, non ho ascoltato alcuna musica registrata, ma solo i suoni della strada e la musica dal vivo che ho trovato. 
 
Cosa (o chi …) ha ispirato maggiormente le atmosfere dell’album?
Penso che la più grande influenza su questo album l’abbia probabilmente esercitata il guardarmi dentro e leggere quei testi per espandere le mie percezioni di chi sono e di cosa è o potrebbe essere la vita. Per me la creatività è legata alla vita e alla spiritualità, è in continua evoluzione e permettere a te stesso di cambiare è una parte di tutto ciò. La musica che mi ha aiutato a vedere come poteva tutto ciò concretizzarsi, ma la sensazione iniziale e l’ispirazione di questa atmosfera penso riguardassero più il rapporto che ho con me stesso e il mondo intorno a me, in modo sia fisico sia non fisico.
 
 
 
Quanta musica improvvisata c’è nell’album?
C’è molto spazio per improvvisare, si possono distinguere scale di nove e dieci note, quindi l’armonia può essere abbastanza specifica, ma ci sono anche alcuni passaggi che consentono una visione più interpretata. 
 
Il suono e la produzione complessiva danno l’idea di essere uno strumento a sé stante … Puoi parlarci della sessione di registrazione dell’album?
Inizialmente abbiamo registrato alcune tracce in uno studio, ma sentivo che non andava bene, volevo che Pete (Wareham, sassofono) avesse la capacità di librarsi e riempire uno spazio più grande con il suo sassofono, e Neil (Charles, basso) per far tremare le fondamenta e avere uno scambio più diretto fra noi. Avevo assistito a un concerto al The Old Church e ho sentito che le dimensioni erano perfette. C’è un bellissimo riverbero naturale con cui desideravo suonare, esplorandolo come un rumore di fondo quando suonavamo più densamente. Abbiamo suonato tutti al centro con il sassofono di Pete e gli effetti che passavano attraverso l’impianto e il basso di Neil attraverso un amplificatore, quindi niente cuffie monitor. Ho anche chiesto a Matt Nolan di predispormi appositamente alcuni piatti e un gong affinché il suono della batteria risultasse più drammatico
 
 
Cosa caratterizza l’interazione tra voi tre musicisti?
Il suono di questa band e l’interazione per me devono essere grandi e quasi “travolgenti”, ma capaci dai lasciare a ogni cosa il suo spazio, un suono a cui  “liberatorio” a cui abbandonarsi.
 
Quali sono i piani per il futuro dei Pulled By Magnets?
A causa delle restrizioni causate dal covid-19, i nostri tour sono stati cancellati quest’anno, ma spero di poter suonare l’album dal vivo l’anno prossimo e ho già iniziato a scrivere il prossimo album.
 
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